Iacopo Castellani è nato a Firenze il 25 aprile 1970. Vive e lavora a Sesto Fiorentino. Considera i suoi quadri come oggetti che non hanno nessuna funzione se non la presunzione di comunicare sensazioni. Li compone sempre in orizzontale, distesi, abbandonando definitivamente l'idea del quadro come una finestra aperta sul mondo e abbracciando invece quella di un'apertura per scendere su sensazioni e pensieri nascosti. Interviene sulla materia, la esplora, la lavora. Resina, sabbia, terra, ossidi, foglie metalliche, vetro, fibra ottica e legno sono gli ingredienti di un impasto ben amalgamato che guida l’osservatore verso sensazioni e pensieri nascosti. La mutevole incidenza della luce sulle superfici intensamente materiche porta lo spettatore a scoprire un’emozione nuova ad ogni sguardo. ''L'idea nasce dall'esplorazione della materia, un viaggio dove le sensazioni divengono materia, qualcosa che si tocca, che ha forma, consistenza e colore. Anche la luce diviene materia in costante movimento ed arricchisce il quadro con i suoi chiaroscuri... il quadro perde la concezione di immobilità grazie alla luce che cambia nelle pieghe e nei movimenti della materia''. Inizia la propria attività espositiva nel 2003. Da allora lavora a vari progetti tra i quali “L'inferno - quattro passaggi (canti III IX XII XXVI)” scenografia per lo spettacolo “Il doloroso ospizio” con la regia di Sauro Albisani, la realizzazione di “Ventisei studi per le linee del cielo” per il Grand Hotel Palatino di Roma. Collabora con vari artisti, interessato alle commistioni fra discipline e tecniche. Con la scrittrice Valentina Pagnan lavora a “Suggestioni città” nel 2006. con il fotografo Andrea Paoletti avvia una collaborazione che da vita a tre progetti: “Preghiere” , “Il cielo provvisorio” nel 2007 e “Firenze 03/08” per il Grand Hotel Mediterraneo di Firenze nel 2008.
Nel 2008 e 2009 partecipa al progetto "Giocalarte" organizzato da Matithayh per il Comune di Pontedera (PI), con i bambini delle scuole elementari.
RESINE DI SOSTANZA E DI TEMPO
Le resine sono sostanza vive, ghiacciate nella scorza del tempo, masticate da voci animali che ne rendono ogni goccia autentica creazione d’arte naturale.
Penso sempre a loro, quando osservo le visioni fatte a forma di quadri di Iacopo. Resine piene di sfumature e di tinte orgiastiche. Sono precisi organi geometrici, questi quadri materici. Sono tondi, quadrati, rettangolari, sono pieni. Di colori e di mappe di striature semplici. I colori sono le tracce di un gesto, si fanno solco pregiato, raccontano la scia, le direzioni di un percorso che da mente diventa polvere impressa e compressa. Quando si osservano questi quadri si immagina un tavolo da lavoro lungo e impolverato, si cercano tra le colonne dei pastelli resinati le simmetrie di una mano decisa, che segue esattamente il percorso che è già delineato altrove. Nel suo pensiero vivido e contundente. Allora appare un desiderio speciale. Cercare proprio le misure del pensiero, che arzigogolate ridiventano dritte manipolazioni del proporsi di un’idea. I colori decisi intravedono margini e perimetri. Li sussurrano, evocano, li celebrano.
I polpastrelli, se scivolanti su queste porzioni di materia, si sentono solleticati, perché invasi e non delicati. Si avvertono brame piene di dossi lignei, di piccole salite, discese, dorsi pieni di strade e di cordoni di mezzerie. Ogni coriandolo di colore ha una sua dignità ostentata. Un suo soave e coriaceo passaggio in sostanza. Sono quadri fatti a forma di una realtà che non esiste, sono molli costrutti senza ostentazioni, se non quelle divelte di un materiale profumato che si insinua in un letto di percezioni nuove. Sono quadri statuari, arginati solo da quello che si pensa ci sia dietro. Possiedono linee, cerchi, buchi, solchi che hanno le stessa fertilità di un campo arato, con le sue armoniche direzioni orizzontali e verticali. Bustrofediche. I quadri mantengono profumi odoranti e una fragranza da balsamo, indurito solo da quel vento divenuto istante rigido. Quadri resi etimologie del tempo impiegato a costruirli, a renderli fissaggi del sole nel legno. Ogni sostanza poggiata su quella trave decisa e prescelta ha in sé il corpo della natura. Ogni singolo anfratto ne è depositario in modo elegante e nobile, unico. Sì, in quel momento ogni particella è diventata unica e simbiotica. Torna al suo bivio di origine. Ho parlato di ‘quadri’, ma sono germogli di pensiero fatti di acqua, terra, sole, che hanno avuto complice il mercato della terra per potersi manifestare. Parlo del suo autore. Amico, esperto di occhi per osservare il mondo, mente in viaggio, padre di ogni cosa che porta il suo nome e le sue mani come ospite stimato. Parlo di chi ho incontrato casualmente, nell’entropia del mondo, e salutandolo non vista
l’ho infilato nelle mie parole, sapendo esattamente dove esse andavano a collocarsi, tra le trame variopinte del suo colloso e diligente modo di raccontare il suo universo. Onorata di averlo potuto conoscere e di averlo potuto raccontare. Ora e in passato. Macchiato di futuro.
V. Pagnan
PUBBLICAZIONI:
I QUINDICI FUORICLASSE - catalogo mostra collettiva
GIOCALARTE 2 - esperienze con gli alunni delle scuole elementari di Pontedera (PI)
TRA PARETI INESATTE - catalogo mostra personale
DIARTE 2009 - catalogo mostra collettiva
TESTE FIORITE - catalogo mostra collettiva
GALLERIE:
D.C ARTE - via maggio, 5 Firenze
tel 055295367 - mail campolmidrovandiarte@gmail.com
ESPOSIZIONI:
2010
TESTE FIORITE - Cenaia (PI), scuola Danilo Dolci - collettiva
IMMAGINANDO L'ARTE - Firenze, Galleria D.C Arte - collettiva
2009
DIARTE 2009 - Sesto Fiorentino (FI), centro espositivo Berti - collettiva
TRA PARETI INESATTE - Pisa, San Zeno - personale com testi di Valentina Pagnan
2008
VELLANOARTE 2008 - Vellano (PT) - simposio d'arte
PHOTOS OF GHOSTS - Firenze, Momoyama - personale
QUI NON ENTRA NESSUNO - Vellano (PT), cripta della pieve dei santi Sisto e Martino - personale
I QUINDICI FUORI CLASSE - Pontedera (PI), centro per l'arte Otello Cirri - collettiva
GRAFFI - Roma, Duncan 3.0 - collettiva
2007
IL CIELO PROVVISORIO - Milano, Twelve - con Andrea Paoletti
CIRCLES - Maggiora (NO), Cantine del Castello Conti - personale
DIVERSAMENTE - Arezzo, Palazzo Chianini-Vicenzi - collettiva con asta in beneficenza
INTERIORS - Pistoia, Totem - personale
2006
MURMURS-MORMORII - Milano, Grand Visconti Palace - personale
VELLANO ARTE 2006 - Vellano (PT) - simposio d'arte
VERDEARTE - Stiappa (PT) - Simposio d'arte
ORARIO DI CHIUSURA - Firenze, Grand Hotel Mediterraneo - personale
L'INIZIO DELLE STORIE - Prato, Teatro G. Borsi - personale
SUGGESTIONI CITTA' - Roma, Spazio Einaudi - con testi di Valentina Pagnan - personale
2005
DUE-OGNI COSA E' IL SUO DOPPIO - Milano, Twelve - con videoproiezioni di Logu - personale
VELLANO ARTE 2005 - Vellano, Pescia (PT) - simposio d'arte
CANTIERE - Sesto Fiorentino (FI), Galleria della facoltà di chimica, Polo Scientifico dell'Università di Firenze - personale
2004
ARTISTI MEDITERRANEI - Firenze, Grand Hotel Mediterraneo - collettiva
LE MILLE DIFFICOLTA' PER RAGGIUNGERE LUNA - Firenze, Birbacco - personale
DISTRAZIONI - Firenze, Galleria Tornabuoni - collettiva
AUTUNNALE - Firenze, Grand Hotel Mediterraneo - personale
VELLANO ARTE 2004 - Vellano, Pescia (PT) - simposio d'arte
DIECI QUADRI - Lastra a Signa (FI), Reve cafè - personale
STAZIONE DI CONFINE - Firenze, Stazione di confine - collettiva
2003
TRACCE - Firenze, Il punto - personale
LAVORI SU COMMISSIONE
L'INFERNO - quattro passaggi (canti III IX XII XXVI) - scenografia per lo spettacolo "Il doloroso ospizio" regia di Sauro Albisani, Prato anno 2006
FNV05 (Firenze non vista 2005) - con Lorenzo Guasti - 13 stampe di fotografie digitali montate su legno con interventi in foglie metalliche, dimensioni diverse per il Grand Hotel Mediterraneo, Firenze - anno 2005
VENTISEI STUDI PER LE LINEE DEL CIELO - 26 pezzi cm 140 x 40 numerati da osservazione 1 a osservazione 26 per il Grand Hotel Palatino, Roma - anno 2005
I PENSIERI NEL MARE - FRAMMENTI - 24 pezzi cm 60 x 60 numerati da frammento 1 a frammento 24 per il Grand Hotel Mediterraneo, Firenze - anno 2004
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